Interpreti, suonatori, musicisti

http://gazzettadireggio.gelocal.it/cronaca/2011/12/21/news/libro-e-un-concerto-per-zoboli-1.2873429

Libro e un concerto per Zoboli

Una serata per ricordare il grande saxofonista e clarinettista

 

MONTECCHIO

Un omaggio all’indimenticato Antonio Zoboli, scomparso lo scorso ottobre a 89 anni, è quello che sarà proposto mercoledì 28 dicembre alle ore 20.30 presso il Dancing Redas (ingresso gratuito). Sarà la banda musicale di Montecchio ad esibirsi in un concerto gratuito in ricordo e in memoria del grande musicista. Durante la serata verrà anche presentato al pubblico, alla presenza dell’autore Carmelo Mario Lanzafame e con la collaborazione del maestro Luigi Pagliarini, il libro “Battaglieri! Storie di liscio emiliano” (edizioni Clueb, 368 pagine, 18 euro). Dopo aver ricostruito la nascita e lo sviluppo della tradizione dei violini a Santa Vittoria di Gualtieri, Lanzafame con questo saggio ha indagato un altro fenomeno che ha avuto origine in Emilia: i concerti a fiato, concentrando la sua ricerca nei territori di Bibbiano, Cavriago e Montecchio.

CHI ERA ZOBOLI Diplomatosi al conservatorio Arrigo Boito di Parma come direttore di banda, Antonio Zoboli, più conosciuto come “Tonino” o anche scherzosamente “Tonno”, alla musica ha praticamente dedicato la vita. Appena 15enne cominciò a calcare i palcoscenici, girando per la provincia reggiana. Ha suonato come saxofonista e clarinettista nei complessi musicali più rinomati nei decenni a cavallo della seconda guerra mondiale come l’Orchestra Azzurra di Ennio Tamagnini, l’orchestra di Renato Benelli, l’orchestra di Roberta Montanari e il gruppo “Folclore Reggiano” di Orio Cocconi. Nomi di spicco del cosiddetto liscio all’emiliana, il “concorrente” di quello romagnolo firmato Casadei. Come esperto strumentista, Antonio Zoboli era richiesto anche da altre orchestre come quella di Learco Gianferrari e del mitico Tienno Pattacini, il mitico inventore del “valzer battagliero”, perché aveva una dote innata: sapeva interpretare le melodie con grande passione, oltre che professionalità. Molti brani famosi sono di sua composizione come ad esempio il valzer lento “Sogno” e il valzer brillante dedicato a suo figlio che si chiama “Dai Mauro”.

21 dicembre 2011

Battagliero.

Pescando in rete, su Youtube, si possono trovare importanti frammenti di una storia sonora ancora capace di ridestare memorie un po’ sopite ma non stantie.

Mi piace proporla in questa sezione del blog, perchè suonano insieme grandi interpreti, in una rara occasione. Cercate Battagliero, con Gualerzi e Pattacini.

Ecco, un saggio di Liscio Emiliano, tanto per capire, anche coi sensi, le differenze. Buon Ascolto.

http://www.youtube.com/

Romanzo di una fisarmonica. La vita di Paolo Gandolfi di Malvolti Armido

Aliberti Editore, 2008, ISBN: 8874244088, ISBN-13: 9788874244089

Romanzo di una fisarmonica. La vita di Paolo Gandolfi

Il libro ha due protagonisti: Paolo Gandolfi, massimo virtuoso mondiale di quello strumento popolare, raffinato e struggente che è la fisarmonica, e la fisarmonica stessa, fedele compagna del lungo viaggio del Maestro Gandolfi attraverso la seconda metà del secolo scorso e un paio di continenti. E un vero e proprio percorso di formazione umana attraverso la musica, quello di Gandolfi, che inizia nel lontano 1934 in terra reggiana, ai piedi degli Appennini e che, quasi si trattasse di una gigantesca pianta secolare, si dirama verso Essen, Parigi, Londra, New York, Washington, Montreal, Rio De Janeiro, San Paolo, Porto Alegre, Madrid, Valencia, Bruxelles, Lussemburgo, Colonia, Caracas, Salvador de Bahia, Manaus, Carcassonne, Nizza, Douville e decine di altre città. Per poi tornare sempre qui, nella sua terra, perché è qui che affondano le sue radici ed è qui che deve compiere la missione affidatagli dal destino: trasferire ai giovani, sotto forma di insegnamento, la sua vasta cultura musicale.

Paolo è stato per oltre 35 anni Direttore dell’Istituto Musicale di Castelnovo ne’ Monti (Reggio Emilia); all’inizio è stato un pioniere e fondatore di questa scuola che è attiva in un comprensorio di 8 – 9 comuni. Questo Istituto ha vissuto dal 1974 al 1979 una esperienza in fase sperimentale di collegamento con l’Istituto “Peri” di Reggio Emilia diretto da Armando Gentilucci, e poi ha avuto una autonomia e una sua pianta organica che lo ha portato oggi ad ottenere il pareggiamento.

ILLER PATTACINI, UNA VITA IN MUSICA

Ho appena visto un non più recente documentario, molto bello e interessante.

E’ l’autobiografia di Iller Pattacini, figlio d’arte del Tienno di “Battagliero”.

Qui potete trovare la scheda e i dati per recuperare il dvd.

Regia: Primo Giroldini

Sceneggiatura: Primo Giroldini

Montaggio: Pietro Ronchini

Musiche: Iller Pattacini, Tienno Pattacini

Produzione: EFFETTO NOTTE

Paese: Italia 2006

Genere: Documentario

Durata: 36 Min

Formato: B/N-Colore BETACAM/MINIDV

Trama:
Il documentario racconta la vicenda umana e artistica del musicista reggiano Iller Pattacini: dagli inizi, giovanissimo fisarmonicista con il padre Tienno (autore del celebre “Battagliero”) alle session di Jazz con Gorni Kramer e Franco Cerri, al lavoro a Parigi alla Radio Americana, alle direzioni d’orchestra in giro per l’Europa, al ritorno in Italia negli anni Sessanta con l’incarico di direttore artistico della sezione di musica leggera della Ricordi.


Critica:
Dalle note di regia: “Il documentario si basa su tre lunghe interviste a Iller raccolte nel 2003, 2004 e 2005 e su alcune esecuzioni dal vivo registrate nello stesso periodo. Pattacini racconta sia la sua straordinaria vicenda artistica ma anche la sua tumultuosa vicenda privata segnata anche dall’alcolismo. Iller Pattacini è il principale esponente del ballo liscio “alla emiliana”, eredità che ha ricevuto dal padre Tienno, compositore di più di 700 brani tra valzer, tanghi, mazurke e polke. Iller ha ereditato dal padre Tienno lo strumento, il clarinetto, ma sapeva suonare da professionista anche la fisarmonica e il sax. Iller Pattacini ha valorizzato la musica popolare emiliana, ma è stato soprattutto un grande musicista a tutti i livelli: compositore, direttore d’orchestra, arrangiatore e grande strumentista”. (Primo Giroldini)

fonte “RdC – Cinematografo.it”

Chiedi chi era Gigi Stok, il re della fisarmonica

ACHILLE MEZZADRI


Lo intervistai nel 1970, nella sua casa di via Bocconi 3, per la mitica strenna natalizia Parma Bell’Arma. Gigi Stok, vero nome Luigi Stocchi, era un marziano della fisarmonica, con lui hanno ballato migliaia di parmigiani. E non solo. Dal suo strumento si sprigionava una carica elettrica magica, irresistibile. Non a caso il suo più grande successo si intitolava proprio Elettrico. Era nato a Sala Baganza il 4 ottobre 1920. Suo padre, un operaio che lavorava stagionalmente in fornace e che faceva il cantastorie, decise per lui un futuro da musicista. “Suonerai la tromba”, gli impose, ma lui scelse la fisarmonica e a 11 anni era già allievo di un “grande”, Francesco Marmiroli. Non si fermò più. E a 29 anni, nel 1949, incise il suo primo disco, Brioso, per la Voce del padrone. Fare un elenco dei suoi successi è scrivere l’elegia del “liscio”: oltre alla mitica “Elettrico“, “Armonica indiavolata“, “Saltarella“, “Burrasca“,”Variazioni sul tema del carnevale di Venezia“, “Vecchi ricordi“.
Nel ’70, quando andai a trovarlo, aveva chiuso con le tournée. Il “liscio” era in crisi, i giovani avevano scelto la via del rock. Ma era rimasto un punto di riferimento per gli amanti della fisarmonica. Sapeva di essere un grande, nel suo campo, ma era schivo di natura. “
S’accomodi. Grazie, grazie. Ma proprio mi merito un servizio del genere?“, mi disse. “Beh, insomma, la ringrazio, beh, sì, modestamente, sì, ho scritto 130 pezzi, ho inciso quasi duecento motivi, sono il titolare delle edizioni “Luigi Stocchi”. Sì, la fisarmonica non solo mi ha divertito, ma mi ha anche dato da mangiare. Certo che adesso la musica è cambiata. Il nostro genere, quello campagnolo, quello delle piroette folli nelle balere di campagna, quello dei tanghi galeotti, delle spiritose mazurke, piace ormai soltanto a minoranze“. E’ scomparso 5 anni fa a Bianconese. Esattamente il 27 aprile. Ma la sua “fisa” indiavolata suonerà sempre, nei dischi che ha lasciato.
(Nelle foto piccole, dall’alto: l’orchestra di Gigi Stock e il fisarmonicista nel 1952 assieme a Gino Latilla e Carla Boni).

http://www.pramzanblog.com/2008/07/chiedi-chi-era-gigi-stok-il-re-della.html

7 risposte a Interpreti, suonatori, musicisti

  1. saverio scrive:

    ma che sito interessante.
    anche ser viene un po’ di nostyalgia.
    a presto
    saverio

  2. Mario Setti scrive:

    Per favore, ditemi se per “Il battagliero” è stato scritto un testo e da chi. Desidero sapere, inoltre, in quale anno Tienno ha scritto l’immortale pezzo.
    Grato per quanto vorrete fare,
    Mario Setti

    • mariolanza65 scrive:

      Salve.
      Per Battagliero!, che io sappia, non esiste un testo.
      Tienno Pattacini ha “composto” il “suo” Battagliero!” (la memoria collettiva infatti ricorda differenti attribuzioni del pezzo) tra il 1933 e il 1935, anno, ques’ultimo, nel quale Tienno lo depositò alla Siae.
      Spero di essere stato utile.
      A presto
      Mario Lanzafame

  3. Zanelli Giovanni scrive:

    be davanti a questi mostri sacri tanto di capello. mi chiamo Gianni e suono la fisarmonica ho avuto il piacere di suonare con il maestro Gigi Stock e avevo la tremarella.

  4. Giambattista Vavassori scrive:

    Sono Giambattista, vivo a Bergamo, sono un ex saxofonista, ricordo di avere iniziato a suonare ” Il Battagliero” all’eta’ di 16 anni ( ora ne ho 59) …me lo propose come ” brano classico” del liscio emiliano uno zio materno maestro di musica ( io sono diplomato in clarinetto). Lo ritengo un brano intramontabile….entrato di diritto nella storia della musica da ballo e non solo. Chapeau al compositore…..chapeau alla meravigliosa terra emiliana attraversata dal grande fiume.

  5. Giambattista Vavassori scrive:

    in che senso…” moderato..”.

  6. valeria pedroncelli scrive:

    Bellissimo il Battagliero! ma ho bisogno di uno spartito che mi piace moltissimo Promenade a Paris qualcuno puo’ dirmi dove trovarlo? grazie.
    Valeria.

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